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MILITIA VIGILUM: I VIGILI DEL FUOCO DELL’ANTICA ROMA

MILITIA VIGILUM: I VIGILI DEL FUOCO DELL’ANTICA ROMA

Istituito nel 6 d.C., il corpo dei Militia Vigilum aveva il compito di proteggere la città di Roma dagli incendi

militia vigilorum

Già alla fine del I secolo a.C, Roma era una città con un’alta densità abitativa. La maggior parte dei suoi abitanti viveva nelle insulae, edifici a più piani costruiti in legno all’interno dei quali si accendevano fuochi per cucinare e dove l’unica fonte di luce era costituita da lanterne a olio. È facile quindi immaginare quanto spesso scoppiassero incendi.

Durante la Repubblica vennero designati i triumviri nocturni con il compito di vigilare sulla città e dare l’allarme in caso di focolai di incendio. Una squadra di schiavi aveva poi il compito di accorre a spegnere l’incendio appena veniva dato l’allarme.

Questo tipo di organizzazione non era però molto efficiente. Per tale motivo, Augusto decise di istituire un vero e proprio corpo di vigili del fuoco con il compito di intervenire prontamente in caso di incendio, ma anche di vigilare su comportamenti negligenti e dolosi. Nacque così la Militia Vigilum con il compito di sorvegliare un’area che comprendeva 423 quartieri con oltre 147 mila edifici, in larga parte insulae in legno.

 

Come era organizzata la Militia Vigilum

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Il corpo dei Militia Vigilum aveva una struttura molto simile a quella dei moderni Vigili del Fuoco. I vigiles erano inquadrati in 7 cohortes, ognuna composta da 1.000 uomini e guidata da un tribunus, a loro volta suddivise in 7 centurie ciascuna guidate dai centurioni. A ogni coorte competevano 2 delle 14 regioni in cui era stata suddivisa Roma. In una di esse veniva posta la caserma (statio), nell’altra un distaccamento o una postazione di guardia (excubitorium).

A capo dell’intera Militia Vigilum c’era il Praefectus Vigilum.

Anche il motto del corpo dei Vigili del Fuoco dell’antica Roma ha molto in comune con lo spirito di sacrificio dei moderni pompieri: “Ubi dolor ibi vigiles” e cioè “Dove c’è il dolore ci sono i vigili”.

Quello che faceva della Militia Vigilum un corpo avanzatissimo per l’epoca era la presenza di caserme e posti di guardia con uomini sempre pronti a intervenire in caso di bisogno e specializzati nella prevenzione e repressione degli incendi.

La prevenzione e il rapido intervento in caso di incendio non erano però le uniche mansioni dei vigiles. In ogni reparto della MilitiaVigilum c’erano gli addetti alle pompe e alle prese d’acqua, quelli incaricati della vigilanza dei bagni pubblici, i sorveglianti nei magazzini, i carcerieri, gli addetti all’illuminazione notturna e quelli impiegati nelle ronde.

 

L’attrezzatura della Militia Vigilum

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L’attrezzatura della Militia Vigilum si componeva di strumenti piuttosto semplici ma allo stesso tempo efficaci e non tanto dissimili da quelli utilizzati ancora oggi. Oltre a scale, corde e asce, i vigiles utilizzavano pompe a sifone utili per spingere verso l’alto l’acqua dei serbatoi, acqua che veniva poi convogliata all’interno di tronchi di albero cavi o all’interno di vere e proprie tubazioni di cuoio. I vigiles utilizzavano inoltre i centones, delle grandi coperte intrise di acqua e aceto con le quali si avvolgevano le persone per proteggerle dal calore del fuoco e dai fumi, o utilizzate per soffocare le fiamme. Come mezzo di trasporto venivano utilizzati carri, trainati da cavalli, sui quali c’erano botti piene d’acqua e l’attrezzatura necessaria per le operazioni di soccorso.