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LA STORIA DI BASUKI BUDI SANTOSO, L’UOMO CHE SALVA LA FORESTA DEL BORNEO DALLE FIAMME

LA STORIA DI BASUKI BUDI SANTOSO, L’UOMO CHE SALVA LA FORESTA DEL BORNEO DALLE FIAMME

Budi Santoso dedica la sua vita alla lotta agli incendi che ogni anno colpiscono la foresta del Borneo

budi santoso

La foresta del Borneo è uno dei polmoni verdi della Terra e ospita un ecosistema tra i più ricchi del mondo. La foresta pluviale del Borneo è l’unico habitat esistente per l’orangutan, rappresenta inoltre un importante rifugio per molte specie endemiche come l’elefante del Borneo, l’orso malese e il leopardo del Borneo. È in questo territorio, sempre più minacciato dall’uomo e dai cambiamenti climatici, che vive Budi Santoso, l’uomo che lotta per la tutela delle foreste indonesiane.

 

Una vita a difesa della foresta

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Tutti possono fare la differenza e contribuire a salvare il nostro ambiente.

Questa la filosofia di vita di Budi Santoso, direttore della Friends of the National Parks Foundation (FNPF) a Kalimantan, che con la sua piccola squadra lavora per difendere la riserva del Tanjung Puting dalle fiamme che ciclicamente la aggrediscono. In questa zona, gli incendi si sviluppano soprattutto a partire dal mese di settembre, e cioè durante la stagione secca.

Durante la stagione secca, Budi Santoso e la sua squadra lavorano senza sosta per spegnere tutti i focolai d’incendio. Nei periodi in cui le fiamme concedono una piccola tregua, svolgono un lavoro di “riparazione”, ripiantando gli alberi nelle zone bruciate e preparando un piano d’azione per la stagione degli incendi a venire.

Negli ultimi dieci anni la FNPF, per mezzo di persone devote come Budi Santoso, ha piantato oltre 150.000 alberelli all’interno del parco di Tanjung Puting. Ognuno di questi alberi, dopo essere piantato, viene monitorato e curato per 3 anni, così da assicurare la sopravvivenza almeno del 70% degli esemplari.

Budi Santoso trascorre dunque gran parte dell’anno nella giungla del Kalimantan centrale, coordinando gli interventi contro gli incendi e i progetti di riforestazione. Solo due volte all’anno si concede del tempo per andare a trovare sua moglie e i suoi figli che vivono a Jakarta.

 

Il disastroso incendio del 2015

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Nel 2015, tra settembre e ottobre, il parco del Tanjung Puting è stato al centro dei terribili incendi che hanno colpito l’Indonesia. Bruciando senza sosta per intere settimane, le fiamme hanno divorato circa 2,6 milioni di ettari di foresta, soprattutto nell’isola di Sumatra e nel Kalimantan, la parte indonesiana del Borneo.

Enormi masse di fumo hanno raggiunto i Paesi più vicini, arrivando in Malesia, Singapore e Thailandia. I gas tossici sprigionati a causa dell’incendio sono stati inalati da 43 milioni di persone.

L’Agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica ha definito l’incendio un “crimine contro l’umanità di proporzioni straordinarie”.

Ma quello che più ferisce di questo incendio è che, secondo le ipotesi più accreditate, dietro c’è la mano dell’uomo. Sarebbero state infatti le aziende interessate all’acquisizione di nuove terre e gli agricoltori che usano il fuoco per preparare i terreni alla coltivazione a dare il via alle fiamme. Il clima secco e la combustione prolungata nelle vaste distese di torba hanno poi fatto il resto.

 

L’aiuto delle comunità locali è fondamentale

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Budi Santoso, nel suo impegno quotidiano di lotta agli incendi, può contare sull’aiuto delle piccole comunità che abitano nei dintorni e all’interno della foresta. Le istituzioni spesso non riescono a fare fronte alle tante richieste che la difesa di un territorio così ampio rivendica. Così il benessere di queste foreste è monitorabile soltanto con l’aiuto delle comunità indigene.

Budi Santoso sa bene che il presidio del territorio e la riforestazione sono attuabili solo se facilmente perseguibili ed economicamente poco onerosi. Per tale motivo il suo lavoro consiste anche nel rendere la difesa dell’ambiente alla portata di tutti, sviluppando progetti di conservazione a basso costo che possano essere gestiti da piccole ONG o, appunto, dalle comunità locali.

 

La sostenibilità passa anche dal benessere economico

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Budi Santoso è convinto che il rimboschimento e la lotta agli incendi passi anche dall’economia. Affinché la riforestazione sia efficace, deve portare benefici economici e quindi reddito alle popolazioni locali. Il compito di Budi Santoro è quindi anche quello di aiutare le comunità locali a imparare a guadagnarsi da vivere secondo principi di eco-sostenibilità e cioè attraverso l’eco-turismo, l’agroforestazione e l’agricoltura biologica.

Quando gli indigeni non avranno più bisogno di prendere parte ad attività distruttive, come il disboscamento illegale legato alla coltivazione dell’olio di palma, tutti potranno essere messi in condizione di fare parte del virtuoso progetto di tutela dell’ambiente portato avanti da Budi Santoso.